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Il Vino, Il Verde, il Vago

Vino a doppio senso. Il (mio) libro.

Vino a doppio senso. Il (mio) libro.

La prima pubblicazione di settore che guida i lettori in un tracciato curioso ed insolito: l’ironia.
Datato 2006, Vino a doppio senso  continua ad essere richiesto e presentato in giro per l’Italia.
Un “doppio senso” inteso non solo nei significati dei termini usati ma anche nel percorso di lettura,
avendo un’impaginazione dedicata in un verso alle donne e nell’altro agli uomini. Al lettore la libertà di scegliere da dove
partire. Attraverso la psicologia e i luoghi comuni del mondo maschile e femminile, il vino e il suo linguaggio vengono raccontati in trentuno inedite interviste a personaggi marchigiani, anche di adozione, noti al grande pubblico. Con la prefazione di Bruno Gambacorta – giornalista e curatore della trasmissione enogastronomica “Eat Parade” sul TG2 – e con l’introduzione di Leonardo Cemak – illustratore satirico che vanta collaborazioni prestigiose come La Repubblica, L’Unità, Rinascita, Panorama, Epoca, Linus, Comix e L’Europeo – “Vino a doppio senso” gioca con il linguaggio enologico e con i gusti degli intervistati lungo tutte le sue 280 pagine: tra i più noti, Neri Marcorè, Maria Grazia Capulli, Tonino Carino, Dante Ferretti, Donatella Girombelli, Cesare Paciotti, Giuseppe Piccioni, Natasha Stefanenko, Valentina Vezzali. Il libro, illustrato con disegni originali di N. Orliani, descrive le 16 denominazioni di origine marchigiane (al 2006) attraverso le risposte e gli aneddoti che hanno permesso di abbinare ad ogni personaggio una etichetta che somigliasse al loro modo di essere e di rivelarsi.

NEOLOGISMI – ENOLOGISMI

(Lato azzurro. Gli enologismi descritti sul lato rosa sono invece a cura e firma di Leonardo Cemak)

E’ il capitolo che mi sono divertita più in ssoluto a scrivere, usando il linguaggio tecnico del vino per raccontare il lato pratico degli uomini.

 

L’UOMO BARRICATO. Il maschio del millennio
Il futuro della specie è nelle sue mani. Peccato che lui non ci sia. Introvabile, scomparso, irriconoscibile. Barricato. Dentro se stesso, dentro i suoi dubbi, dentro incertezze indotte. Indotte dalle donne, dice lui. E quando esce allo scoperto non si sa mai come prenderlo. Roccioso, legnoso. Ieri profugo nella caverna, oggi nella botte. Perché è lì dentro che si affina. (…)

L’UOMO DA FUORI PASTO. L’amante
A lui si concede ciò che si nega al tradizionalista. E’ l’evasione per donne che con lui non lesinano passione. Continua ad ingannarle tutte ma proprio per questo ancora piace. Raffinato, liquoroso, aromatizzato. Ammaliante, spesso color oro. Oro come il metallo che ama regalare. Recidivo da sempre, seduttore per vocazione. Speciale il vino, lo dice anche la legge. E lui solo in certi giorni, solo in certi orari, solo in certi luoghi. Dinamiche regolamentate. (…)

L’UOMO DA INVECCHIAMENTO. Il fedele
Come per i vini, non tutti gli uomini migliorano col tempo. Non tutti si adattano al futuro. Ma con un pizzico di fortuna e di abilità è possibile trovare il maschio di una vita. Lui non invecchia, lui matura. Il buon vino si vede dal mattino. Promesse in gioventù che il tempo non tradisce. Premesse e promesse. Mantenute. Ogni uomo ha il suo ciclo di vitalità, ogni vino il suo stadio di elevazione. Rassicurante, corposo, presente. Addominali affettivi più che fisici. (…)

L’UOMO DA MEDITAZIONE. Il bel tenebroso
Dolce o secco, affettuoso o avaro di carezze. In ogni caso basta a se stesso, non gli servono abbinamenti con donne o pietanze per dare il meglio di sé. Struttura importante, armonia di profumi e sapori: tutto ciò lo rende ideale in chiusura di cene conviviali o per ricorrenze speciali. Raramente si concede, raramente cede. Rarissime le donne che valicano la sua privacy. Sulle etichette da meditazione si incidono ricordi indelebili, per le donne è la notte da non scordare più. (…)

L’UOMO CHE SA DI TAPPO. La fregatura nascosta
Sembra, ma non è. Mercanteggia se stesso, millantato fascino. Blasonate etichette o abili fraseggi che non superano il primo incontro. Ma per scovare l’insidia serve stappare la bottiglia. O l’uomo. E’ il sughero infestato di funghi, metafora sui parassiti di certa maschile esuberanza. Ma sa di tappo anche per la scarsa attenzione nella lavorazione (del rapporto affettivo), nel trasporto (che impiega nei confronti della donna), nello stoccaggio (dei gesti e delle frasi giusti al momento giusto) (…)

E ancora:

L’UOMO COSTRUITO. Il palestrato
L’UOMO COTTO. L’ex
L’UOMO METODO CLASSICO. Il tradizionalista
L’UOMO NOVELLO. La primizia
L’UOMO PASSITO. Il perfetto

Il libro è acquistabile inviando una mail a: info@stefaniazolotti.it

Prezzo di copertina: € 14,50

 


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