Pages Navigation Menu

Il Vino, Il Verde, il Vago

Proprio lì, dov’è nato il Galateo

Proprio lì, dov’è nato il Galateo

Bisnent, due volte niente.
E’ anche da questo pezzo di lingua veneta che si intuisce il galateo di un’Italia scostumata.
La storia è pagine di libri da imparare a memoria quando sei piccolo e vorresti imparare a memoria solo i calci ai palloni. Da grandi la storia te la prendi tra le fessure di tempo.
Nervesa della Battaglia è la fessura di oggi, in provincia di Treviso: ci metto prima gli occhi, che mi cadono sul cartello stradale mentre punto a Giavera del Montello. Inchiodo e torno indietro. Non ne so niente di questa battaglia scritta sul cartello, forse è colpa mia. Tutta campagna e curve prima di mettere il naso tra i cancelli sbarrati dei lavori in corso dell’Abbazia di Sant’Eustachio, il monastero benedettino che sorgeva sul Montello e su cui la prima guerra mondiale si poggiò, spogliandola. Non c’è odore di storia; non so perché, ma credo che non sia stato amato questo posto. Del cartello che si prodiga a spiegare i fatti, mi rimane il finale lapidario: “Non venne più ricostruita”.
Da lontano, invece, rumore di trapani e martelli e par di sentire anche quello della polvere che sale e fa grattar la gola. Sì, ci stanno lavorando.
Quando il Veneto entrò nel Regno d’Italia, il bosco del Montello perse tutta la tutela dal 1400 e nel 1892 la legge Bertolini lo divise in tanti appezzamenti per le famiglie povere: partì invece lo sfruttamento incontrollato, danni irreparabili all’equilibrio ambientale, danni ai portafogli già secchi. Poi la politica del disboscamento illuse che si potessero ricavare nuove terre ma la zona era carsica, come i sogni del resto. Solo danni, alla fine: bisnent, due volte niente.
Troppo lunga la storia ma per piccoli punti merita saperla. Dentro l’Abbazia, Giovanni Della Casa ci scrisse il famoso Galateo, dedicato a Monsignor Galeazzo Florimonte.
Dentro quelle mura che ora hanno perso quadro e cornice.
Dove si sono ripetuti scempi contro l’uomo e la terra, qualcuno ci ha composto il “Galateo overo de’ costumi”.
Non ti capisco, storia.
Eccole lassù, dietro il cancello, le rovine. Mi guardano, a pezzi e nude come lo siamo tutti quando qualcuno ci ferisce.
Nude che se potessi andrei a coprirle.

#ilVago22

 

1

3

Leave a Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>