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Il Vino, Il Verde, il Vago

La bella abbandonata nel bosco

La bella abbandonata nel bosco

Le cose abbandonate hanno un odore tutto loro, che forse è la presenza di chi c’era.
Alla fine l’ho aperta la macchina verde tra gli ulivi.
La guardavo da tempo, lei sempre di spalle io di fianco.

L’ho annusata come fanno i cani per capire dove stanno e chi c’è passato prima.
Ha fatto un clic d’acciaio la maniglia, l’umore metallico, appena il pollice ha premuto forte per aprire; lo stesso rumore che facevano l’850 e la 128 di mio padre. A dire il vero ho sentito pure il suono di quando violiamo ciò che non è nostro. Tutto ha un suono, pochi ascoltano.
I sedili sfondati, un finestrino lasciato aperto per rispetto del passato, tutta quella ruggine morbosa sulla chiave mentre le dice sei mia per sempre.
Senza targa è quasi una seconda verginità, potrebbe persino ripartire da zero se non fosse che non batte più il motore.
Tutto ciò che abbandoniamo ha bisogno di risentire la vita ogni tanto, o una mano, o una parola.
Tocchiamole le cose abbandonate, accompagnamole al finale.

#ilVago_20

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